Unità di Terapia Cosmica

“Unità di Terapia Cosmica” 70×90 acrilico su canvas

Non ho mai pensato che la pandemia durasse così a lungo e fino ad ora mi sono rifiutata di riportare sulle mie opere quel che sta succedendo. Forse non ci voglio credere o meglio, molto probabilmente credo ad altro.

In questa U.T.C. l’entità spirituali stanno svolgendo con tutti i loro poteri una guarigione costante su di noi. Messaggi che arrivano da vari canali, energie positive, cosmiche e curative sono dentro e al di fuori di noi. Dove? Nel bosco, nel mio amato bosco, dove la natura si è presa cura del mio corpo fisico e ad ogni problema che ho, io vado nel bosco, ovvero vado a casa perché fino ad allora non avevo trovato casa.

Questa difficoltà non è solo mia, ma lo è di chi ha sete di viaggiare, di chi non sta mai fermo, di chi non smettere di pensare, di creare, di fare e disfare come me, ed l’ho aggiustata andando nel bosco. E’ li che mi do pace. E’ lì la mia vera casa, visto che non so dove sono le mie radici, potrei andare in cima al mondo e soltanto sotto un grosso albero sarei felice.

Conosciamo alcune persone famose che sotto un albero hanno trovato la pace e tanto altro ma io sono solo un essere umano un po’ strano che in comune con loro ha un albero.

Il discorso dell’albero è il trascendere, discendere, decrescere. Come il bambino che nasce a testa in giù e mano a mano che cresce impara a camminare nel mondo, si alza, si nutre, diventa indipendente, trova casa, mette radici, si espande (fa una famiglia) e dà continuità alla specie umana. Io invece ho avuto difficoltà in tutto questo, nel discendere ed accettare che la mia anima entrasse in un corpo (non male e sano!), mettere radici e dare continuità alla razza umana, tanto è che per avere la mia bestiolina ci sono stati grossi problemi. Ma questo è passato ed il passato non importa più.

Discendere non è facile. Vedere le ingiustizie sul pianeta e non riuscire a fare nulla come la guerra, la fame, i maltrattamenti alle donne e ai bimbi, nonché agli animali, mi fa molto , no, moltissimo soffrire. E dove cavolo è la casa?

Quando ero bambina e vedevo qualcuno tagliare i rami di un albero, io mi sentivo ferita e vedere quell’albero nudo e ridotto a metà mi lasciava un enorme vuoto dentro. Ma lo facevano perché essi non cadessero sulle nostre case. In dove vivevo? Beh, in Sudamerica dove non c’era nulla, si può dire. Oggi non soffro più per questo fatto e capisco che potare un ramo può sembrare brutto ma farà con che l’albero sia più forte e più sicuro e non ci cadrà sulle nostre abitazioni.

Con il tempo e con fiducia sto imparando ma mi sento ancora il bambino che cammina e ogni tanto cade per mancato equilibrio che però appena succede, io corro nel bosco, dove trovo la mia casa, che sia freddo o che piova, io ci vado lo stesso. Mi è capitato di mollare tutto all’improvviso, prendere la macchina e andare via per stare lì, con gli alberi ed era già buio. L’ultima volta è capitata questa fine dell’anno, subito dopo il Natale. Qualcuno mi dice non va bene, che una donna vada nel bosco sola e addirittura quando è buio! Ovviamente non ho un posto o un orario preciso e quindi non può essere che l’uomo nero mi stia ad aspettare. E i cinghiali? Non hai paura? No, sono venuta qui per curarmi, loro lo sanno che non sto bene e quindi mi lasciano stare. E per finire, vado a trovare le mie entità spirituali, meglio che restare tra le quattro mura di casa con pensieri che possono danneggiarmi.

Dovete (e non uso mai questo verbo ma qui lo userò forte e chiaro), dovete davvero andare nel bosco, fare scambio con gli alberi, lasciare là tutti i vostri mali, anche quelli più grandi, il bosco è altamente capace di trasformare tutto questo in salute, in energia, vitalità, fertilità, amore puro. Andate! Ma andate da soli, mettetevi a sedere e non dite nulla, state zitti, niente telefono, niente musica, nulla, fatte uno scambio con la natura che è sempre pronta a ama le visite! Gli ospedali sono già pieni, andate là, infangatevi le scarpe, ascoltate il suoni del bosco, non guardare dietro! Mai! Non ci sono bestie pronte a divorarvi, se siete malati chi vi mangia?!

E quando sarete guariti non vi mangeranno lo stesso! Perché quella stupida paura delle cose, degli eventi, delle persone e delle bestie non esiterà più dentro voi! Fidatevi!

Con amore, Odara

Luce nella strada

Vita-Morte-Vita di un amore

Il primo dipinto che ho fatto pensando a questo tema purtroppo a me molto intimo, fu questo in celeste qua sotto. E’ stato un atto di psicomagia, volevo eliminare il dolore e l’ho realizzato su cartone telato. Questo oramai fa parte della collezione privata ed è un omaggio a questa persona che non c’è più.

Vita-Morte-Vita di un amore anno 2019

Durante l’estate l’unica tela che sono riuscita a creare è questa, ossia, la versione più grande di Vita-Morte-Vita di un amore perché non me la sentivo di vendere una cosa mia personale nonostante sia un dolore che molti di noi abbiamo: la perdita di un amore. O forse la perdita del vero amore, dell’anima gemella, la persona giusta, e lo sai che era quella giusta.

Perciò l’ho rifatto. Ed è anche più bello ma va bene così. Voglio che chi lo avrà sappia che gli sono vicina, che capisco il suo dolore e che nulla al mondo ma soltanto l’eternità, ci renderà felici come un tempo.

Vita-Morte-vita di un amore anno 2021

Del resto bisogna accettare, come ho fatto io, lasciando scorrere la vita e trovando un altro amore del quale è nata la mia figlia.

Ci sono dei libri da leggere per poter superare questa fase. Io ci ho messo anni ma è importante elaborare i luti. Uno di questi è ovviamente quello dello scrittore psichiatra Brian Weiss, Molte vite, un solo amore, frutto dei suoi studi sull’ipnosi regressiva e reincarnazione.

A me ha aiutato tanto la pratica buddhista, più che altro la lettura dei libri buddhisti dove spiega bene come andare avanti, noi, che siamo rimasti qua. Un abbraccio a te che mi legge. Odara

Luna di Luce – La Tredicesima Luna

La Tredicesima Luna – acrilico 50x70cm

Dopo l’ultima opera che ho realizzato, era luglio scorso, ho passato quasi 4 mesi senza dipingere. Ho fatto questo disegno ad agosto e poi non ho realizzato altro. La mia sensibilità mi stava facendo perdere la strada, ero confusa e non combinavo niente di bello. Mi sentivo irrequieta, confusa e bloccata! Allora ho deciso di fare una cosa che non avevo mai fatto ma solo sentito dire: la costellazione familiare.

Aver fatto la costellazione familiare mi ha liberato dalle catene mentali. Purtroppo dopo che l’hai fatta è bene non parlarne più e con dispiacere non posso raccontare cosa è accaduto ma è stata una cosa meravigliosa, un’esperienza pazzesca, sorprendente, fra lacrime e risate, è stata bellissima.

Mi sono anche sentita più “a casa” ecco, la casa spirituale che tutti vogliamo ed ora più che mai. In questo momento critico siamo tutti divisi e insicuri, paurosi e senza certezze. Chi è fermo e chi è solo. Chi non sa cosa fare, chi combatte per farcela. Questo dipinto è per chi come me è solo, senza certezze, magari con qualche paura o fragilità.

Voglio che questo dipinto riporti la Luce nella mia strada e nella tua strada. Questa volta non scriverò riferimenti danteschi o religiosi e filosofici perché questo è un mio desiderio, metto da parte discorsi mistici approfonditi per dire che se sei arrivato in fondo, non puoi che salire da ora in poi pure se lentamente. Come la luna. Lenta ma grandiosa, brillante e magica.

Questo è il mese della Luna della Nebbia che ci invita a vedere oltre il velo nebbioso che sta all’orizzonte, il velo di Maya che ci impedisce di fare esperienze nella Verità. Io voglio che ogni uno di noi riesca a vedere lontano, oltre la nebbia. So che è difficile e ancora di più da soli ma così come lei che nel dipinto sembra sola (ma non lo è), riesce a vedere alto, riesce a vedere la Luce e davanti a lei c’è un’entità, colei che illumina la strada, vestita di blu come l’acqua cristallina, non ti sbagliare solo perché il suo è uno sguardo sospettoso, lei è la Madre, è la Verità e sta osservando tutti, con in mano una palla lunare, dualità notte-giorno, l’energia positiva e negativa che soltanto lei può farne uso. Fiducia! Questa è la parola.

L’equilibrista di dubbi e la triade

In questo periodo è normale avere dei dubbi e provare incertezze. Il mio più recenti dipinto nasce con la consapevolezza della difficoltà di avere un equilibrio in un momento di totale disarmonia mondiale e mentre lo dipingevo con lo stato d’animo perturbato alla fine un messaggio c’è.

È comune trovare gli stessi personaggi e gli stessi riferimenti nei quadri di un artista ma in questo caso ho ricevuto delle parole come triade, trinità, tre, corpo-mente-anima, inferno-purgatorio-paradiso…

Ebbene, inizio a pensare che significato possa avere la mia tela nei suoi particolari. Ecco che mi arriva un colpo! Sento il cuore battere forte ma intanto cerco di capire una per una delle parole che mi sono arrivate in testa.

La Trinità è il dogma su quale si basa la creazione dell’Universo. Dogma vuol dire principio che si accoglie per verità rivelata da Dio o più esattamente verità definita dalla chiesa ed imposta ai credenti. La triade significa un complesso di tre divinità o elementi legati da un rapporto particolare. Il numero 3 rappresenta la creatività come espressione e sviluppo dell’intelletto. Inoltre rappresenta la facoltà di adoperare al meglio la conoscenza acquisita e di elaborare nuovi sistemi di comunicazione. Infine il trinomio inferno-purgato-paradiso mi hanno portata sulla via della rivelazione.

tecnica mista su tela 50×70

Ed ecco qui il motivo dalla mia sorpresa: la Trinità vista da Dante Alighieri! Nell’ultimo canto Dante descrive la sua visione della Trinità. Il poeta afferma di non riuscire a descrivere con le parole la sua esperienza ma parla di cerchi della stessa dimensione e di colori diversi. Tre cerchi… Ogni cerchio si rispecchiava negli altri due con al centro una figura umana. Nonostante la difficoltà nel capire e nel raccontarla, afferma di aver compreso pienamente la divina natura delle cose grazie all’armonia Universale che lo aveva folgorato.

Tale esperienza appaga il desiderio di conoscenza di Dante che però porta come conseguenza un cambiamento interiore, ovvero, gli sembra che l’Unità indissolubile della Divinità muti, ma in realtà è la sua visione ed il suo percepire la vita che cambia prospettiva: se l’Universo è la perfezione dove tutto ha una collocazione, distogliendo lo sguardo da Dio tutto diventa caos e imperfezione, ingiusto politicamente e contraddittorio, esattamente come questo momento storico. I mali che affliggono il mondo è l’Ordine che si oppone al caos.

Dunque, finché il nostro sguardo è rivolto al Cosmo, tutto il bene del mondo è racchiuso lì, dentro di noi, e tutto ciò che è fuori imperfetto e difettoso diventa perfezione e armonia.

La difficoltà di Dante sta proprio nel distogliere il suo sguardo in Dio per tornare alla dimensione dell’umano.

Ora, ritornando al dipinto…la donna che indossa un grande copricapo di ferro, pesante con dei cerchi (dubbi) attaccati come se sorgessero dalla sua mente attraverso il copricapo ma anche dal cielo (dubbi dell’anima), con sopra a sinistra la luna in eclisse e la Terra a destra è la difficoltà della persona che in cerca di conoscenza spirituale non trova la sua dimensione giusta.

Le triade vengono in suo aiuto pescando con un bastone di legno gli anelli che cadono dal cielo, tagliando la catena mentale estremamente pesante e spezzando la corrente corporea legata alla terra in maniera negativa e poco spirituale. Ecco che serve alzare lo sguardo verso l’Universo per eliminare incertezze, dubbi e paura e ritrovare la beatitudine e la fiducia che tutto è perfetto ed in armonia.

Questo è il mio desiderio.

Il Canto della visione del sommo poeta dove si trova il racconto della visione della Trinità si trova nel Paradiso…numero 33! Coincidenza o vera sincronicità?

Odara